Nella Chiesa vale il “pochi ma buoni”?

Pubblicato il 3 Aprile 2009 da donmarco_b

Buona sera… stavo leggendo alcune domande e mi è capitato di leggere quella secondo cui la Chiesa si sta allontanando dalla gente e mi ha fatto riflettere. La domanda che come cristiana mi pongo spesso (premetto che personalmente mi metto sempre in discussione) è: perchè i sacerdoti non vanno più incontro alla gente? perchè non si mischiano alle vere problematiche esistenti, perchè alcuni precludono l’ambiente oratorio solo ai “pochi ma buoni”? perchè alcuni sacerdoti non escono dalle loro quattro mura e vanno per la strada a cercare la gente? Più apertura non sarebbe una soluzione?
Perchè spesso c’è troppo dogmatismo (che è lecito) senza capire che la gente deve sentirsi accettata prima di tutto proprio da persone che nel loro ruolo dovrebbero aver insito lo spirito di ascolto e accoglienza?
Sono davvero rari sia sacerdoti che suore che si impegnano davvero con “devozione” e impegno nel loro ruolo…

    Credo tocchi a me ribattere a questa domanda se si riferisce a quanto ho scritto lo scorso dicembre (http://www.chiediloaldon.it/?p=473). Penso che ogni Sacerdote come ogni cristiano si metta in discussione quotidianamente sulla sua missione. Tuttavia c’è una fedeltà a cui è chiamato, una fedeltà costosa e difficile che sa può costare cara, è la fedeltà al Vangelo di Gesù. Durante il tempo di formazione in Seminario spesso si insiste su questa fedeltà che può valere l’impopolarità e il rifiuto…
    Non me la sento di dire che in tanti confratelli non c’è devozione, ma piuttosto che spesso questa non si vede a causa del rifiuto di tanti…
    Forse è la fatica di questa fedeltà il dogmatismo a cui ti riferisci… ma non dimentichiamo che il Vangelo è anche giudizio, obbedienza, rinnegamento oltre che accoglienza e comprensione!
    Un ultimo pensiero sul rapporto tra “pochi e buoni” o “tutti”… non so quale sia la soluzione, so che anche Gesù ha viaggiato a queste due velocità: le folle, i discepoli, i dodici, i tre (Pietro, Giacomo e Giovanni), il primo (Simone)… La domanda rimane aperta: occuparsi di tutti o preparare chi spargerà il Vangelo per tutti e sarà capace di prendersi cura (I CARE) di tutti?
    Ripeto è una domanda che mi rimane…

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Commenti (2)

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  1. Melissa ha scritto:

    Proprio oggi a tavola con i miei genitori e i miei fratelli si parlava di “come è stato Papa” Giovanni Paolo II e di “come è Papa” ora Benedetto XVI…mio fratello diceva che Papa Woityla aveva il pregio di saper accogliere tutti, occuparsi di tutti, attirare le folle, anche le persone lontane dalla fede e dai suoi precetti. Papa Ratzinger ha un ruolo diverso: preparare veramente chi spargerà il Vangelo per tutti e sarà capace di prendersi cura di tutti. Dio ha bisogno degli uni e degli altri.

    Pubblicato il 3 Aprile 2009 alle 19:32

  2. ilaria ha scritto:

    penso che questo sito sia una cosa grande davvero^-^. ammiro la scelta di vita che religiosi/e compiono , solo mi sembra assurdo che 1. per il rifiuto di alcune persone non si veda tale devozione ,ma la mancanza di umilta’ e rispetto spesso palesi ( parlo in generale) e 2. il dogmatismo,le regole, ripeto, lecite! altrimenti sareste ipocriti, ma la passione, la vocazione che vi guida dovrebbe ( e accade x alcuni/e)trasparire soprattutto nei gesti propr grazie a tali rifiuti.questo penso.grazie

    Pubblicato il 3 Aprile 2009 alle 22:05


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